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Premesse

Questa serie di postille altro non è che un datato compendio, vergato di mio pugno informandomi un po' in giro per il web (per lo più attingendo da testate giornalistiche, libri e qualche blog che reputo serio), di parte dei privilegi di casta che infestano l'Italia nei suoi burocratici meandri politici.

 

I lauti emolumenti dei nostri parlamentari

Ben lungi da me il benché minimo intento di far leva sull'indignazione di pancia e su facili pigli demagogici in merito alla controversa questione delle remunerazioni di deputati e senatori, riporto dati incontrovertibili risalenti al 2007 - reperibili, ad onor di cronaca, sul sito della Camera dei Deputati - sull'esatto ammontare del guadagno netto dei parlamentari.

Quel che vien comunemente definito stipendio, in gergo tecnico prende l'accezione di indennità parlamentare, ed ammonta a 5.486,58 euro. Quota, quest'ultima, da intendersi al netto delle spese previdenziali (784,14 euro); di quelle assistenziali (526,66 euro); dell'assegno vitalizio (1.006,51 euro); e delle ritenute fiscali (3.899,75 euro). A questa voce se ne aggiungono altre due: la diaria ed i rimborsi <<per le spese relative al rapporto fra eletto ed elettore>>. La prima, che consiste nel rimborso delle spese di soggiorno a Roma, s'attesta attorno ai 4.000 euro; la seconda, invece, ammonta a 4.190 euro. Tirando le somme, ogni parlamentare percepisce un emolumento netto di circa 13.680 euro ogni mese (dati prudenzialmente ribassisti).



Inoltre, ha a disposizione...

1) un assegno annuo di 3098.74 euro per le spese telefoniche;

2) una tessera <<per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea>>;

3) una somma trimestrale pari a 3.323,70 euro se deve coprire una distanza massima di 100 km per raggiungere l'aeroporto più vicino al suo domicilio, pari a 3.995,10 euro se tale distanza è superiore a 100 km (questi rimborsi vengono assegnati <<per i trasferimenti dal luogo di residenza all'aeroporto più vicino e tra l'aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio>>).

Ben magra consolazione il fatto che sia stato applicato un taglio di 1000 euro sui cospicui guadagni dei parlamentari, alla luce dei rispettivi aumenti, che avvengon con periodicità biennale e s'aggirano intorno al 6% in barba all'andamento dell'inflazione, la quale, guarda caso, ogni anno varia fra l'1 ed il 2%; del fatto che valicano di circa il 30% la retribuzione parlamentare media d'Europa.

Per quel che concerne i privilegi della buonuscita e del vitazio, si sappia che il primo dei due, tecnicamente definito assegno di reinserimento, corrisponde all''80% dell'indennità parlamentare lorda per ogni anno di mandato; il secondo, tanto voluto dal partito comunista italiano, oscilla in un intervallo compreso fra il 25 e l'80% dell'ultimo stipendio lordo, è totalmente reversibile, cumulabile con qualsivoglia reddito e scatta raggiunti i 65 anni d'età, 60 con a carico almeno due legislature (volendo esser ancora più precisi, se ne percepisce il 25% con alle spalle 5 anni di mandato e compiuti i 65 anni d'età; l'80% se gl'anni di mandato sono almeno 35 e l'età è di 60 anni).

I virgoletatti son tratti dalla pagina qui raggiungibile:  http://leg15.camera.it/deputatism/4385/documentotesto.asp

 


Salò o i 120 privilegi della sodoma sindacale, che gozzoviglia con lo Stato commensale

Con un inceder a tambur battente, messer Lapalisse issa è quivi a mostrar al comun vulgo come lo Stato sia tanto aduso al pugno di ferro nei di riguardi della prona plebaglia, sempre più avvinghiata in una salassante morsa fiscale, quanto al guanto di velluto per la controparte turbo-statalistico-classista dei sindacati.

Tutto ebbe inizio con quel topastro socialista d'Amato, che, folleggiando di formaggio in formaggio, se ne venne fuori, nel dicembre del '92, con una sorta di lex ad personas, una stagionata strenna natalizia tesa ad impedire ai governi d'applicare, ad esempio, imposte immobiliari sulle oltre 3 mila sedi della Cgil, oppure sulle 5 e passa mila della Cisl, per non parlare poi di quelle della Uil - stimate attorno ai 35 milioni di euro -, dell'Ugl e così via (a far da comun denominatore ai sindacati, i lasciti immobiliari risalenti al ventennio (s)fascista). È altresì spregevolmente classista il fatto che non sian tenuti, lorsignori, a render conto dei propri bilanci allo Stato dei balocchi e degl'allocchi. Girando la ruota della fortuna, si scopre poi quanta grazia pecuniaria, al netto delle entrate dovute ai tesseramenti, è piovuta loro addosso dall'alto dei cieli ereriali: nel '97, nel pieno del governo mortadelliano, i sindacati vennero esentati dall'obbligo di chieder il beneplacito allo Stato per svolger attività immobiliari; nello stesso anno, il mullah Ibn Al D'Alemah se ne venne fuori con un decreto concedente ai centri d'assistenza fiscale (caf) l'esclusiva sul controllo dei dati del modello 730 per la dichiarazione dei redditi (provvedimento bocciato nel 2006 dalla Corte di Giustizia Europea); nel 2000 furon loro stanziati fondi per la formazione del personale.

Patronati e caf costituiscono il braccio armato dei sindacati: i primi si occupano dell'avvio di pratiche d'invalidità, d'aumento degli stipendi, di ciò che riguarda la previdenza, ricevendo rimborsi per ciascuna pratica inviata all'inps; i secondi, invece, della stesura dei modelli 730, ottenendo rimborsi dall'inps per ciascun modello speditogli.
 
Homo faber fortunae suae, fortuna faber sindacatorum.

Per aver un'idea precisa dell'entità dei proventi dei sindacati, riporto un articolo in cui ne si snocciolano dei dati: http://espresso.repubblica.it/inchieste/2015/09/17/news/quanti-miliardi-incassano-i-sindacati-i-bilanci-segreti-di-cgil-cisl-e-uil-1.230063?ref=fbpe



Le opulente bisbocce pecuniarie del lombrosario: le leggi Mosca e Treu

Son a tracciare, per sommi capi, una rapida panoramica riassuntiva di due leggi che han permesso alle caste di prosperare defraudando dell'altrui mercé: quelle che son passate alla storia come leggi Mosca e Treu.

 Legge Mosca

Correva l'anno '74... Ecco come comunisti, socialisti, democristiani e sindacati han rubato 25mila miliardi di vecchie lire dalle casse dell'inps: ritagliandosi su misura, per compassionevole e promotrice volontà del socialista Giovanni Mosca, una caritatevole lex ad usum patriciatus  che permetteva venissero riscattati gl'anni trascorsi nei partiti e/o nei sindacati da parte di sindacalisti, dirigenti di partito, funzionari, portaborse. Si calcola che fossero, siano circa 37mila, quelli che da allora ne han beneficiato, cioè molti di più di quelli che avrebbero effettivamente potuto far la richiesta di riscossione. Il meccanismo truffaldino alla base di tale leggiuncola, a titolo esemplificativo, ha permesso a Sergio D'Antoni, ex-segretario della Cisl, di riscattare ben quattro decadi, andando in pensione a 55 anni con 5.233 euro netti al mese, somma corrispostagli dall'inpdai in qualità di ex-docente (dunque, avrebbe iniziato a svolgere attività didattica all'acerba etate di 15 anni? che genio, genio vero!). Nelle sue grazie - leggo - son ricaduti, fra gli altri, Del Turco, Napolitano, Occhetto, Jotti, Cossutta, Craxi, Natta. Il compagno Cossutta, ad esempio, fece un autentico terno al lotto: pensione inps a 54 anni, nel 1980; liquidazione e vitalizio parlamentare rispettivamente pari a 345mila e 9.600 euro al mese, dal 2008 (bello fare i comunisti coll'altrui culo!).

Secondo le procure, in molti casi s'era prospettata la truffa aggravata ai danni dello Stato: riscossioni relative ad attività di volontariato fatte spacciare come lavorative; dichiarazioni false del numero di anni (c'è chi risultava d'aver svolto l'autista dall'età di 12 anni). Tanti più anni si riusciva a riscuotere, quanto più lauta sarebbe stata la pensione.

 
Legge Treu

Correva l'anno '96... Per gentile concessione dell'ex-sindacalista Tiziano Treu, venne approvata un'altra leggiuncola elevabile a vero e proprio favoritismo ai sindacalisti nel già di suo pregno di privilegi Statuto dei Lavoratori: se, prima di tale legge, ai dipendenti in aspettativa per incarichi sindacali venivano riconosciuti i cosiddetti contributi figurativi, calcolati in riferimento all'ultimo stipendio percepito dall'azienda di provenienza (secondo lo Statuto dei Lavoratori), con la legge Treu ai suddetti sarebbe spettato un ulteriore contributo, col risultato di poter beneficiare d'una pensione integrativa versando contributi per un SOLO MESE.

 

Eccone una spiegazione, più particolareggiata, di Nadia Toffa, nota inviata de Le Iene...


Altre fonti

http://www.ragionpolitica.it/testo.3378.legge_mosca_una_truffa_semidimenticata.html

http://blog.libero.it/italiadoc/10587686.html

http://www.ilgiornale.it/news/casta-sindacato-ecco-chi-sono-i-furbetti-doppia-pensione.html

http://www.iene.mediaset.it/puntate/2014/10/01/toffa-in-pensione-con-un-mese-di-contributi_8756.shtml

 

Concedersi il lusso del ritaglio su misura della propria pensione, diciamolo, è da amati e giuliani socialisti...

Ci si disamora d'immensitade, fra un travaso di bile e l'altro, leggendo, così per caso, qualche stralcio tratto da Sanguisughe di Mario Giordano (su e-mule lo si trova tranquillamente)... Per esempio, dopo averne letto il primo capitolo, ho appreso di come lo squittente roditor Giuliano che null'ha Amato se non il proprio tornaconto pRODITORiamente rimpinguato nei buchi dell'emmental, un bel dì del '96 si pose l'amletico dilemma se l'allora sua indennità da presidente dell'Antitrust - e quella dei rispettivi membri - fosse o meno elevabile a stipendio vero e proprio, dato che la legge istitutiva di quell'authory non diceva alcunché al riguardo (quante commendevoli e socialistiche premure!). La differenza fra l'una retribuzione e l'altra non è proprio trascurabile, dato che se si commisura la pensione alle crasse indennità dirigenziali e presidenziali, questa assume entità da bisboccia pecuniaria. Detto, fatto: Lodo Giuliano approvato su gentil beneplacito del Consiglio di Stato, pensione raddoppiata (quella da docente ordinario, poverino, era troppo esigua, e bisognava che intervenisse lo Stato a colmarne il vuoto retributivo).

Nel 2000, durante lo sceiccato del mullah Ibn al-D'Alemah, tuttavia, ci si rese conto della malagevole situazione delle casse ereriali, cosicché fu abrogata l'amata leggiuncola con una sanatoria proposta dal nostro in veste di Ministro del Tesoro, sincerandosi che non avesse però valenza retroattiva (mica scemo, il topastro!): tana libera tutti per quelli che rivestirono ruoli commissariali, dirigenziali, presidenziali all'Antitrust dal '96 al 2000 con pensioni da nababbi; "fregati" tutti gl'altri, che infatti dovettero accontentarsi d'una pensione commensurata allo stipendio che percepivano prima della nomina nell'authority. Buona giornata, compagni! Ah... Una dedica: "La percezione è che noi, con le pensioni che ci siamo dati e che ora neghiamo loro, abbiamo preparato un bel piattino..." Giuliano Amato
 


Quel che lo Stato versa a fondo perduto

Queste informazioni son datate a quando ancora il PDL era al governo (si parla della legislatura 2008-2011). Le fonti al momento non riesco a rintracciarle, comunque i dati di seguito esposti li avevo presi da varie testate giornalistiche.


Rammemoriam quanto incassavano all'incirca i quattro maggiori partiti, in virtù dei rimborsi elettorali:

PDL, 220 milioni di euro;

PD, 180 milioni di euro;

Lega Nord, 45 miliono di euro;

IDV, 20 milioni di euro.


Chi ha votato contro la loro abolizione, in barba a quel ben noto referendum abrogativo di due decadi fa? PD, PDL, UDC (FLI se n'è bellamente lavate le mani astenendosi, collocandosi in tal modo nella classica e vigliacca posizione terzista, che è la peggiore).



Facciam oltremodo luce sui vergognosi stipendi esosamente munifici di molti, troppi funzionari PUBBLICI:

1.206.903 euro del presidente dell'INPS, Antonio Mastrapasqua;

528.492 del presidente dell'Autorità Energia, Giudo Pier Paolo Bortoni;

521.917 del ragioniere generale di Stato, Mario Canzio;

475.463 del presidente dell'AGCOM, Corrado Calabrò;

 idem per il presidente dell'Antitrust, Giovanni Pitruzzella;

395.000 del direttore generale della CONSOB, Antonio Rosati;

389.000 del direttore dell'"Agenzia Monopoli di Stato", Raffaele Ferrara;

387.00 del presidente della CONSOB, Giuseppe Vegas (da notare, a titolo di curiosità, come il presidente di quest'ente giuridico prenda meno del rispettivo direttore).

 

Dulcis in fundo (si fa per dire), ecco  quanto usavan percepire i cinque giornali più voraci d'Italia:


 L'Unità, con circa 6 milioni di euro di sovvenzioni pubbliche;

 L'Avvenire, che ne percepisce oltre 5 milioni;

La Padania, cui Roma Ladrona ne dà oltre 4 milioni;

Il Manifesto, circa 3,7 milioni ;

Il Foglio, circa 3,4 milioni.


Se si fa il conto dei sussidi spettanti a tutti i quotidiani e le riviste, s'arrivava - prima che venissero ridimensionati di circa il 50% dal 2010 - a circa 300 MILIONI DI EURO.

Non ultimo, cosa dire degli stipendi PLURIMI e dei rispettivi aumenti che si danno i funzionari pubblici (magistrati, giudici, deputati nazionali e regionali, senatori, presidenti e vice-presidenti di provincia e di regione, consiglieri, assessori, ecc...), i quali, fra le altre cose, NELL'ARCO DEGL'ULTIMI 10 ANNI CI SON COSTATI 40 MILIARDI DI EURO: 4 MILIARDI ALL'ANNO, CIRCA Il costo di 110 MILA NORMALI DIPENDENTI PUBBLICI.

Dato preso da un intervento dell'ex segretario della CGIA di Mestre, Bortolussi, nell'ex trasmissione di Oscar Giannino...

 

 

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